1. La RLS è una malattia rara oppure frequente?

La RLS, malgrado sia una sindrome poco conosciuta, è molto frequente nella popolazione generale e si stima che il 5-10% degli italiani ne sia colpito; gli stessi dati percentuali si riscontrano anche nei paesi del Nord-Europa e negli USA. Non esistono dati relativi all’Africa mentre, tra gli asiatici, i giapponesi presentano una presenza inferiore all'1% (5-10 volte più bassa), suggerendo una possibile correlazione tra la malattia e fattori genetici o ambientali. Sono in corso ulteriori studi.

2. Ci sono altri nomi con cui è conosciuta la RLS?

La sindrome è stata denominata nel corso del tempo, in diversi modi, per esempio Sindrome di Ekbom (Ekbom syndrome) oppure Anxietas tibiarum (o anxietas tibialis), o ancora RLS (dall'inglese Restless Legs Syndrome), ed anche SGSR (dall'italiano Sindrome delle Gambe Senza Riposo). Anche se sembrano confondere le idee, è importante saper riconoscere tutte queste denominazioni perché possono essere utili per fare ad esempio ricerche sulla malattia attraverso il web.

3. La RLS può comparire a qualunque età?

La RLS può insorgere a qualsiasi età: può essere presente infatti già dall'infanzia o comparire nell'adolescenza ma la sua frequenza aumenta con l'età e si è ormai documentato che in circa il 40% dei casi, la malattia compare prima dei 20 anni.

4. La RLS colpisce di più gli uomini o le donne?

L'incidenza della malattia in rapporto al sesso è, in realtà, ancora controversa anche se molti studiosi affermano che il sesso femminile è quello più colpito.

5. E’ una malattia dolorosa?

Il dolore è un sintomo piuttosto raro per chi soffre di RLS. I sintomi più frequenti sono rappresentati dal bisogno assoluto di muovere le gambe e da alcune sensazioni sgradevoli di fastidio agli arti inferiori. Molti soggetti riferiscono: "formicolio”, “crampi", "scosse elettriche", "spasmi intermittenti", "onde liquide che percorrono le gambe", "gambe animate". I sintomi compaiono o peggiorano quando si è in condizioni di inattività e di riposo, in particolare al momento di andare a letto e vengono alleviati dal movimento delle gambe.

6. La malattia colpisce solo le gambe?

Il dolore è un sintomo piuttosto raro per chi soffre di RLS. I sintomi più frequenti sono rappresentati dal bisogno assoluto di muovere le gambe e da alcune sensazioni sgradevoli di fastidio agli arti inferiori. Molti soggetti riferiscono: "formicolio”, “crampi", "scosse elettriche", "spasmi intermittenti", "onde liquide che percorrono le gambe", "gambe animate". I sintomi compaiono o peggiorano quando si è in condizioni di inattività e di riposo, in particolare al momento di andare a letto e vengono alleviati dal movimento delle gambe.

7. Ci sono conseguenze immediate dei sintomi della RLS?

Quando la RLS viene trascurata induce spesso alcuni disturbi del sonno, come la difficoltà ad addormentarsi e i frequenti risvegli notturni. Inoltre, durante le ore del giorno, si possono manifestare stanchezza, spossatezza, sonnolenza, difficoltà a concentrarsi e anche sbalzi di umore. La mancanza di un vero sonno ristoratore può anche arrivare a sviluppare nel tempo disturbi dell'umore e ansia.

8. Perché a causa della malattia diviene difficoltoso addormentarsi?

Questo succede per due motivi principali:
• perché i sintomi caratteristici della RLS (ovvero il bisogno di muovere le gambe, i formicolii e le altre sensazioni sgradevoli) si manifestano con maggiore frequenza quando ci si corica oppure quando ci si rilassa;
• perché il disturbo alle gambe provocato dalla malattia crea maggiori fastidi alla sera o di notte, quando si dorme o ci si sta per addormentare.

9. Perché può risultare difficile anche solo mantenere il sonno?

Chi soffre di RLS non solo lamenta difficoltà a prendere sonno, ma anche a mantenerlo durante la notte. I sintomi della RLS possono causare numerosi risvegli, interrompendo il sonno profondo (quello della fase REM) e modificandone la qualità. Alcuni affermano di addormentarsi rapidamente e di svegliarsi sistematicamente dopo poco tempo e che devono, per riprendere sonno, alzarsi e muovere le gambe, (scendere e salire le scale o fare altri esercizi). Al mattino, è facile sentirsi stanchi e spossati, con la sensazione di non avere dormito a sufficienza.

10. E’ vero che i sintomi della RLS diminuiscono sempre al risveglio?

I sintomi si riducono in modo caratteristico al mattino già al risveglio e solo in una piccola percentuale di persone affette dalla RLS si manifestano anche durante il giorno.

11. La malattia compare anche in gravidanza?

Circa il 20% delle donne in gravidanza soffre di RLS secondaria e la sua comparsa è più frequente nell'ultimo trimestre. Alcuni studiosi ipotizzano che questa forma particolare di RLS possa essere associata alla carenza dei livelli di ferro nel sangue, una tipica condizione che si verifica in gravidanza. Secondo altri autori, entrerebbero in gioco anche fattori ormonali che, come noto, durante la gravidanza subiscono una vera e propria rivoluzione e che, dopo il parto, rientrano nella norma. In genere, i sintomi scompaiono dopo qualche settimana dal parto.

12. Qual è il ruolo del medico di famiglia?

Il medico curante ha davvero un ruolo fondamentale nel riconoscimento e nella diagnosi della RLS perché meglio di chiunque altro conosce i propri pazienti. Durante la visita farà alcune domande sia sui sintomi che si manifestano sia sulla qualità del sonno e, dopo avere escluso altre patologie, utilizzerà i quattro punti fondamentali per confermare o escludere una diagnosi di RLS. Inoltre, il medico di famiglia è la persona più indicata per dare i consigli più adatti al singolo individuo, suggerendo le necessarie modifiche allo stile di vita e, se necessario, prescrivendo la cura specifica per la malattia.

13. Ci sono esami particolari per la diagnosi di RLS?

La diagnosi di RLS si basa soprattutto su criteri clinici (storia clinica e familiare, visita medica, domande sui sintomi, sui disturbi del sonno, etc) in genere non sono necessari esami specifici e costosi (come ad esempio la polisonnografia). L'uso di un questionario appositamente realizzato per identificare la RLS è generalmente più che sufficiente. Sarà poi il medico stesso a consigliare o meno una visita specialistica.

14. Si può soffrire di RLS per tutta la vita?

Si, la RLS è una malattia cronica, progressiva, che tende a durare tutta la vita (con fluttuazioni della sua entità e addirittura scomparsa per periodi anche lunghi). Più precoce è la diagnosi, maggiori sono le probabilità di controllarne i sintomi e la loro inevitabile progressione.

15. E’ possibile modificare il decorso della RLS cambiando lo stile di vita?

È assolutamente importante non contrastare il bisogno di muovere le gambe. Se possibile, è consigliabile alzarsi e fare attività fisica: camminare, andare su e giù per le scale etc. Può essere utile imparare qualche tecnica di rilassamento da eseguire prima di andare a dormire. Sarebbe opportuno limitare il più possibile il fumo e il consumo di alcolici, seguire un'alimentazione sana e bilanciata, facilmente digeribile, ricca di frutta e di verdura. Andrebbe limitata l’assunzione di alimenti e bevande contenenti caffeina e cioccolata. In caso si debba prendere un farmaco nuovo, è sempre meglio rivolgersi prima al proprio medico.

16. Si può migliorare la qualità del sonno?

Un sonno davvero ristoratore è la garanzia di benessere per tutta la giornata. Per migliorare la qualità del sonno si dovranno analizzare le abitudini, stilando una specie di "diario del sonno": si legge prima di andare a letto? si guarda la tv a letto? si lavora a lungo al PC? si fa il bagno o la doccia (ricordare che la doccia è stimolante mentre il bagno è rilassante)? si fuma a letto? si fa una regolare attività fisica? si fa fatica ad addormentarsi? ci si sveglia dopo poco tempo o si hanno frequenti risvegli? Dopo avere raccolto tutte queste informazioni, ci si può rendere conto di quali siano le attività che possono contrastare un sonno riposante. Per chi si addormenta con fatica è importante creare un "rituale” fatto di piccole abitudini e gesti da eseguire prima di coricarsi e da rispettare allo stesso orario e nello stesso ordine ogni sera (es. bagno, tisana, qualche esercizio di rilassamento, musica rilassante a basso volume). Anche una sana alimentazione agisce sulla qualità del sonno (es. suddividere la dieta giornaliera in cinque minipasti da assumere durante la giornata e alleggerire il pasto serale). I vantaggi, oltre che sulla qualità del sonno, sono apprezzabili anche sulla digestione, sul metabolismo e sull'umore.

17. L’attività fisica può agire sulla qualità del sonno?

È ampiamente dimostrato che l'esercizio fisico, soprattutto se eseguito regolarmente, migliora la qualità del sonno profondo. Attività consigliabili, da effettuarsi comunque almeno 3 ore prima di coricarsi, sono lo jogging e le lunghe passeggiate all'aria aperta.

Neureca A.I.M.S. EARLS